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Chris O'Connell: "Pulivo barche, ora punto ai top 100"

di SuperTennis   
Chris O'Connell: 'Pulivo barche, ora punto ai top 100'

"Non volevo più stare su un campo da tennis". Tre anni fa l'australiano Christopher O'Connell, numero 121 del mondo con un best ranking di 111, aveva deciso di smettere. Non aveva giocato per quasi due anni, tra aprile 2012 e gennaio 2014, per fratture da stress alla schiena. Poi era arrivata, nel 2017, una polmonite. "Potevo tranquillamente giocare o allenarmi per mezz'ora, ma poi dovevo dormire tre ore - ha raccontato -. Non ero in forma, perciò cercavo di allenarmi più duramente ma la situazione peggiorava". O'Connell, mai entrato tra i primi 200 del mondo, ha cambiato vita.


"Potevo mettermi a insegnare, ma volevo fare qualcosa che non riguardasse il tennis" raccontava per il sito dell'ATP la scorsa estate. Ha cambiato vita, ha pulito barche insieme al fratello a Sydney da febbraio a giugno del 2018. "Lavoravo la mattina, di pomeriggio andavo in bicicletta alla baia" ha raccontato. Una vita più rilassante: quel che gli serviva per curare il fisico e lo spirito. Alla fine di quell'anno, è uscito dalle classifiche mondiali.

Poi la voglia è tornata. Nel 2019, ha giocato 106 partite a tutti i livelli. Ha vinto i suoi primi due titoli Challenger a Cordenons e a Fairfield e ha chiuso la stagione da numero 119 del mondo. Nel 2020, la svolta decisiva allo US Open.


Al primo turno, conquista la prima vittoria a livello ATP, contro il serbo Victor Troicki, ex top 20. "Sapevo di avere il livello per battere alcuni top-100" diceva allora, con comprensibile orgoglio. Sconfitto al secondo turno da Daniil Medvedev, futuro vincitore delle Nitto ATP Finals, ha incassato grazie a quella vittoria 100 mila dollari. Fino a quel momento, in tutta la carriera, ne aveva guadagnati poco più di 275 mila di montepremi.

"Ottenere quel risultato dopo quello che tutti abbiamo vissuto l'anno scorso per il Covid è stato incredibile" ha detto al quotidiano australiano The Age. "Giocare con Medvedev è stata una bella esperienza. Era decisamente troppo forte per me. Se quei campioni sono tra i primi dieci del mondo c'è un motivo. Trovano sempre un modo per vincere i punti, per giocare il colpo giusto al momento giusto. Però in campo mi sono sentito bene".


Tre anni fa, in campo non voleva più entrarci nemmeno per insegnare. Adesso il 26enne, in tabellone all'Australian Open grazie a una wild card, vuole ritornarci eccome. "Adesso apprezzo molto di più essere sul circuito. Preferisco giocare un Challenger da qualche parte in Europa dell'est che pulire barche o fare il maestro di tennis. Quello che ho passato mi fa apprezzare molto di più questi momenti - ha detto -. Mi ha anche aiutato a progredire in classifica velocemente nel 2019".

L'australiano fissa anche l'obiettivo per il 2021. "Sarebbe straordinario entrare in top-100, vorrebbe dire entrare direttamente in tabellone negli Slam. Vediamo che succederà tra un paio di settimane".

di SuperTennis   
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